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· 4 min di lettura · Vetro

GEO: come far citare il tuo sito da ChatGPT e Google

Le risposte dell’IA ormai scelgono quali siti citare. Cos’è il GEO, in cosa si differenzia dalla SEO e cosa aiuta, con quello che dicono Google e OpenAI.

Copertina dell’articolo: «Farsi citare dall’IA», sul GEO in ChatGPT, Google, Perplexity e Gemini

Sempre più persone chiedono a ChatGPT, Perplexity o Gemini invece di cercare, e Google risponde con un’AI Overview sopra i risultati: in Italia, da marzo 2025. Quelle risposte citano pochi siti come fonte. Il GEO (generative engine optimization, ottimizzazione per i motori generativi) è il lavoro per far sì che il tuo sia uno di quelli.

SEO e GEO: stessa base, obiettivo diverso

La SEO punta a far posizionare bene la tua pagina in un elenco di risultati. Il GEO punta a far sì che un assistente ti usi come fonte e ti citi nella risposta. La buona notizia è che si basano sulle stesse fondamenta. Google lo dice chiaramente: per comparire nelle sue funzionalità di IA non ci sono requisiti aggiuntivi né ottimizzazioni speciali; la pagina deve essere indicizzata e idonea a essere mostrata con uno snippet nella Ricerca (Google Search Central). Diffida quindi di chi ti vende trucchi segreti.

Quello che cambia è il tipo di contenuto citato: risposte chiare, dati concreti con fonte e pagine facili da leggere e da capire, anche per una macchina.

Cosa aiuta: le basi che chiedono Google e OpenAI, e le buone pratiche

1. Che possano leggerti

  • Consenti la scansione nel tuo robots.txt e presso il tuo hosting o CDN. Per comparire nella ricerca di ChatGPT, OpenAI chiede di consentire il suo crawler OAI-SearchBot: se lo blocchi, il tuo sito non compare in quelle risposte (OpenAI). Un altro dei suoi crawler, GPTBot, serve ad addestrare i modelli, e puoi decidere su di lui separatamente.
  • I contenuti importanti come testo: non dentro le immagini né solo in JavaScript che il crawler non esegue.
  • Link interni, perché ogni pagina importante si trovi facilmente.
  • Una buona esperienza sulla pagina: veloce, stabile e comoda da smartphone.

2. Che ti capiscano

  • Una pagina per argomento, con un titolo che dica esattamente di cosa parla. Le nostre pagine dei servizi ne sono un esempio: una per i siti web, un’altra per le app e così via.
  • Prima la risposta, poi la spiegazione. Google dice che non serve scrivere in modo speciale per l’IA, ma così il testo è più facile da leggere e da citare. Se qualcuno chiede «quanto tempo serve per un sito su misura?», la risposta deve stare nella prima frase di quella sezione.
  • Dati con la fonte linkata, date precise e tabelle comparative: è ciò che un assistente può citare con sicurezza.
  • Dati strutturati (schema.org) coerenti con ciò che mostra la pagina: chi sei, cosa offri e dove sei. Google chiarisce che non sono obbligatori per le sue funzionalità di IA; se li usi, devono corrispondere al testo visibile.

3. Che si fidino di te

  • Un’identità coerente: lo stesso nome, la stessa descrizione e gli stessi contatti sul sito, sulla scheda Google e sugli altri profili.
  • Esperienza dimostrabile: progetti reali, casi con risultati e le persone che ci sono dietro.
  • Contenuti aggiornati, con la data di revisione in vista.

E il file llms.txt?

È una proposta per riassumere un sito in un file di testo pensato per i modelli linguistici. Google chiarisce che la sua Ricerca non usa questi file e che pubblicarli non aiuta né danneggia. Noi lo pubblichiamo perché mantenerlo costa poco e alcuni strumenti e agenti lo usano, ma non è ciò che fa la differenza.

Come misurarlo

  • In Search Console, il rapporto sul rendimento dell’IA generativa (disponibile per tutti i siti dal 31 agosto 2026) mostra le impressioni nelle AI Overview e nella modalità AI; questi dati contano anche nel rapporto sul rendimento della ricerca web.
  • Nei tuoi analytics, le visite che arrivano dagli assistenti compaiono come traffico di referral dai loro domini, come chatgpt.com o perplexity.ai.
  • E la cosa più diretta: chiedi tu agli assistenti, ogni mese, del tuo settore e della tua città, e annota chi viene citato.

Come lo facciamo in Vetro

Ogni sito che realizziamo nasce con la base tecnica del GEO inclusa: scansione consentita a motori di ricerca e assistenti, testo vero nell’HTML anche quando il sito è in 3D, dati strutturati coerenti con la pagina, una pagina per servizio, una sitemap con le versioni in ogni lingua e un llms.txt. Il resto sono contenuti utili pubblicati con costanza, come questo blog.

Domande frequenti

Il GEO sostituisce la SEO? No. Le risposte dell’IA si basano in gran parte su pagine fatte bene e ben posizionate. Senza una base SEO, il GEO non ha su cosa costruire.

Si può pagare per farsi citare da un assistente? Le citazioni dentro una risposta non si comprano: si guadagnano essendo una fonte chiara e affidabile.

Quanto tempo ci vuole per vedere i risultati? Dipende da quanto spesso viene scansionato il tuo sito e dalla concorrenza nel tuo settore: di solito settimane o mesi, non giorni.

Fonti

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